Un viaggio nella tradizione della pasta artigianale campana
Nel cuore del Taburno, la pasta non è solo alimento: è arte, memoria, cultura quotidiana. La sua lavorazione artigianale è il frutto di un sapere antico, tramandato di generazione in generazione, custodito con orgoglio da famiglie e piccoli laboratori che ancora oggi impastano acqua e farina con gesti precisi, lenti, necessari. Ogni formato ha una storia, ogni trafilatura un significato, ogni piatto una tradizione.
La pasta artigianale taburnese nasce da materie prime selezionate con cura: semola di grano duro locale, acqua pura di sorgente, aria pulita per l’essiccazione naturale. I processi sono essenziali ma rigorosi: impasto, trafilatura al bronzo, asciugatura lenta. Questo metodo restituisce una pasta ruvida, porosa, in grado di trattenere i sughi e valorizzare ogni condimento. Un prodotto semplice, ma carico di qualità.
Fusilli, paccheri, tagliatelle, cavatelli, lagane: ogni formato corrisponde a un uso specifico e a una tradizione precisa. I fusilli, spesso avvolti a mano su un ferro, sono protagonisti di sughi corposi e ragù domenicali. I cavatelli accompagnano legumi e verdure selvatiche, in ricette rustiche e nutrienti. Le lagane si sposano con i ceci o i fagioli, evocando le tavole contadine dell’entroterra. La pasta non è mai solo un primo piatto, ma il centro di un rito familiare.
La cucina del Taburno fa della pasta un racconto: i condimenti sono quelli della tradizione agricola – pomodori, carne, legumi, formaggi locali, erbe aromatiche – e ogni preparazione segue il ritmo delle stagioni. In primavera si assapora con le verdure spontanee, in estate con il basilico e il pomodoro fresco, in autunno con i funghi, in inverno con sughi lenti e avvolgenti. È una cucina del tempo e della terra.
Dietro ogni piatto c’è una storia: la nonna che impasta sulla spianatoia, la madre che “sente” l’impasto sotto le dita, i bambini che aiutano a stendere o a girare i fusilli, le grandi pentole che borbottano la domenica mattina. È un sapere fatto di esperienza, di osservazione, di attenzione ai dettagli. E oggi questo sapere viene trasmesso anche attraverso percorsi di valorizzazione, degustazioni, laboratori aperti al pubblico, dove la pasta diventa anche racconto, educazione, identità.
Assaporare la pasta del Taburno significa tornare a una dimensione autentica del cibo: quella in cui ogni ingrediente ha un volto, ogni piatto ha un’origine, ogni sapore una profondità. È un gesto semplice, che parla di famiglia, di lavoro, di gratitudine verso la terra. Ed è proprio questa semplicità, mai banale, a rendere la tradizione della pasta taburnese un tesoro gastronomico da custodire e tramandare.