Esplora i sapori del Taburno

#08

Un viaggio sensoriale attraverso i vini del territorio

Esplorare i sapori del Taburno significa compiere un viaggio complesso e affascinante all’interno della cultura del vino, delle sue radici profonde, delle sue sfumature più sottili. È un cammino che non si limita al palato, ma coinvolge tutti i sensi e stimola la mente, la memoria, l’identità. Il Taburno, con i suoi suoli ricchi, il clima equilibrato, l’esposizione ideale dei vigneti, rappresenta una delle aree più vocate alla viticoltura dell’Italia centro-meridionale. Eppure, ogni vino prodotto qui è un microcosmo unico, un racconto da scoprire lentamente, calice dopo calice. L’esperienza “Esplora i sapori del Taburno” è pensata per avvicinare il visitatore alla degustazione in modo profondo e consapevole, accompagnandolo passo dopo passo nella comprensione sensoriale e culturale del vino. Il punto di partenza è il territorio stesso: la conoscenza dei vitigni autoctoni – come Aglianico, Falanghina, Greco e Fiano – e la loro evoluzione storica, agricola e climatica nel contesto del taburno.

Ogni varietà ha un comportamento specifico in vigna, un carattere distinto, un potenziale enologico che si esprime in modi diversi a seconda della zona, dell’altitudine, dell’annata. Il percorso continua nella sala di degustazione o attraverso dispositivi interattivi e immersivi, che ricreano l’ambiente della cantina, del vigneto, del laboratorio. La vista è il primo senso ad essere coinvolto: si impara a osservare il colore del vino, la limpidezza, la consistenza, i riflessi che raccontano il suo tempo e la sua struttura. Un vino giovane si presenta con tinte vivaci e brillanti, mentre uno maturo mostra sfumature calde, ambra o granato, che parlano di ossigenazione, di evoluzione, di pazienza. L’olfatto è forse il senso più poetico e misterioso. Il visitatore viene guidato a riconoscere le note aromatiche, a distinguere tra sentori primari (legati all’uva), secondari (della fermentazione) e terziari (dell’affinamento). Si scoprono così profumi di fiori bianchi e frutta esotica in una Falanghina giovane, sentori balsamici, speziati e tostati in un Aglianico affinato in legno, oppure note minerali e salmastre in un Greco coltivato ad altitudini elevate. Ogni profumo è una porta che si apre, un paesaggio che si rivela. Il gusto, infine, chiude il cerchio. La lingua e il palato imparano a riconoscere la freschezza, la sapidità, la morbidezza, il tannino, la persistenza. Ogni sorso è un equilibrio tra sensazioni contrastanti: dolce e acido, caldo e astringente, fluido e denso. Il vino non è mai piatto, mai statico: cambia nel bicchiere, si evolve nel tempo, dialoga con il cibo e con l’ambiente.

È anche uno strumento per far conoscere le persone che stanno dietro ogni bottiglia: i viticoltori, gli enologi, gli agronomi, gli artigiani che, stagione dopo stagione, dedicano il loro tempo e la loro intelligenza alla creazione di un prodotto che è insieme vivo e culturale. Nel contesto del Taburno, questo percorso assume un significato ancora più profondo. Qui il vino è parte dell’identità collettiva, è memoria, è patrimonio. Raccontarlo attraverso i sensi significa custodirlo e, allo stesso tempo, rinnovarlo. Significa trasmettere il rispetto per la terra e il valore del lavoro, l’unicità del territorio e il desiderio di condividerlo.