Un rifugio di biodiversità tra foreste, crinali e silenzi antichi
Il Massiccio del Taburno, situato nel cuore della Campania, ospita una delle aree naturali protette più affascinanti della regione: il Parco Regionale del Taburno-Camposauro. Istituito per preservare un territorio ricco di biodiversità e di rilevante interesse storico-culturale, il parco si estende su circa 12.370 ettari, abbracciando 14 comuni della provincia di Benevento.
La varietà altitudinale del territorio favorisce una grande diversità di ambienti naturali. Le pendici inferiori sono caratterizzate da boschi di querce, mentre salendo si incontrano carpini e aceri. Le zone più elevate ospitano estese faggete, che rappresentano l’habitat ideale per numerose specie animali e vegetali. Di particolare interesse è la presenza dell’abete bianco, una specie relitta dell’era glaciale che si sviluppa nelle aree più fresche e umide del parco. La fauna del Parco del Taburno-Camposauro è altrettanto ricca. Tra i mammiferi spicca la presenza del lupo appenninico, la cui presenza è stata confermata nel 2020, segno di un ambiente ancora integro. Altri carnivori includono la volpe, il tasso, la faina e la donnola. I boschi ospitano anche piccoli mammiferi come il ghiro, il moscardino e diverse specie di roditori.
L’avifauna è particolarmente variegata, con circa 94 specie osservate, di cui 75 nidificanti. Tra i rapaci si possono avvistare la poiana, il falco pellegrino e il gheppio. I boschi maturi ospitano il picchio rosso maggiore e il picchio verde, mentre le aree aperte e i pascoli di alta quota vedono la presenza di allodole e codirossi spazzacamino. Nonostante la scarsità di acque superficiali, il parco ospita alcune specie di anfibi come il rospo comune e la rana appenninica, indicatori di ambienti forestali ben conservati. I rettili sono rappresentati da serpenti come il cervone e la vipera, oltre a sauri come il ramarro occidentale e la lucertola campestre.
Le aree naturali protette, come il Parco del Taburno-Camposauro, svolgono un ruolo cruciale nella conservazione della biodiversità, offrendo rifugio a molte specie minacciate e contribuendo al mantenimento degli equilibri ecologici. Inoltre, questi territori custodiscono patrimoni genetici fondamentali per la resilienza degli ecosistemi di fronte ai cambiamenti climatici e ad altre pressioni antropiche. Il parco non è solo un santuario per la flora e la fauna, ma rappresenta anche un’opportunità per promuovere pratiche agricole sostenibili. L’agroecologia, che integra principi ecologici nella produzione agricola, trova in queste aree un terreno fertile per svilupparsi, contribuendo alla conservazione della biodiversità agricola e alla valorizzazione delle tradizioni locali.
Il Parco Regionale del Taburno-Camposauro è un esempio di come la conservazione della biodiversità possa integrarsi con lo sviluppo sostenibile del territorio. La sua ricchezza naturale e paesaggistica lo rende una meta privilegiata per gli amanti della natura e per chi desidera riscoprire un rapporto armonioso con l’ambiente. La tutela e la valorizzazione di queste aree sono essenziali per garantire alle future generazioni un patrimonio naturale integro e vitale.